AMSR e audio Binaurale per accarezzare il cervello

L’AMSR è una reazione del corpo generalmente piacevole e può essere stimolata da contenuti creati appositamente attraverso tecniche di registrazione capaci di accarezzare il cervello.
Ho già parlato delle tecnologie di registrazione audio binaurale e immersiva in diversi articoli.

In questo modo la descrivono qui, la traduce Google e la correggo io.

ASMR è un acronimo che sta per Autonomous Sensory Meridian Response. Viene spesso descritto come quella sensazione di formicolio sulla pelle, di solletico piacevole che si verifica sulla testa, sulla parte posteriore del collo o sulla parte superiore della schiena.
È in genere innescato da specifici stimoli uditivi come sussurrare, piegare la carta, girare la carta, scrivere o dipingere, le unghie che battono su una superficie dura e persino il suono di qualcuno che mastica il cibo.

E questa è  Federica, alias Fairy Asmr, che sul suo canale Youtube performa con diversi strumenti e diversi, specifici, molto avanzati, microfoni, collezionando milioni di click.
Questo utilizzo, tra il ludico, l’intimo e l’erotico ne riassume in modo molto chiaro le potenzialità cognitive: la possibilità di creare un audio che arriva dritto dritto al cervello, che tocca nervi e crea sensazioni anche fisiche.
Per apprezzare l’audio al meglio, indossare le cuffie.


Intelligenza artificiale nei musei: l’audioguida di domani

Nel 1967 lo Stedelijk Museum di Amsterdam iniziò la sperimentaizone della audioguida come la conosciamo oggi: un device che caricato di materiali audio, che ci racconta una storia, un sostituto dalle guida fisica ma a cui non si possono fare domande.
Nel 2017 la Pinacoteca di San Paolo,Brasile, insieme ad IBM inaugura l’audioguida di domani, anzi, di oggi: l’intelligenza artificiale entra nei musei con il progetto The Voice Of Art.

Utilizzando Watson, la piattaforma per AI di IBM di cui ho già parlato in questo articolo hanno aumentato l’esperienza dei visitatori, dando la possibilità di interagire con 7 dei capolavori raccolti.
Il visitatore, attaverso un device fornito dal museo, può parlare con le figure rappresentate nelle opere, chiedendo loro qualsiasi cosa dalla più pertinente alla più fantasiosa, ricevendo in tempo reale risposte create da un chatbot cognitivo “formato” dai curatori del museo stesso.

L’utilizzo di tecnologie di AI è una risorsa cruciale per rendere più attraenti i beni culturali, per farli parlare con le nuove generazioni.

Fonte: https://www.museumnext.com/2017/04/artificial-intelligence-audio-guide/


Paola Maugeri è anche una Resident Expert: Ikea dixit

Ikea anche quest’anno ha messu su un team di Resident Experts per confezionare il Life at home report, e Paola Maugeri ne fa parte, nella veste di Home environment blogger.

Perchè sia stata scelta proprio lei?
Forse perchè lei da Ikea ci festeggia i compleanni.

http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/foto/paola-maugeri-una-festa-da-vera-rockstar-per-i-suoi-50-anni_3086769-2018.shtml

Cogliamo l’occasione per ricordare Video Music, la cresta di Claudio Cingoli e dei Bluvertigo prima maniera con un ciclistico Morgan.


Rappresentare il pensiero

Melting Memories è una installazione di proiezione immersiva di Refik Anadol.
Poter analizzare un evento e da quella analisi creare dell’altro è una delle chiavi della nostra contemporaneità e del nostro futuro.
Rappresentare in maniera visuale eventi interni o esterni all’uomo è un ambito di ricerca abbastanza frequentato negli ultimi anni, etichettato come parametric o di generative design.

Su carta e in maniera molto sintetica la prassi è semplice: ci sta un flusso di dati in input e un flusso di dati in output.
I dati in input possono essere i più disparati: il soffio del vento, il movimento di pesci, il battito di un cuore, le ombre di un albero.
I dati in output normalmente sono trasformati in suoni o in pixel.
La genialità sta nel creare l’algoritmo che si inserisce tra questi due flussi e che trasforma un evento x in un suono y, e, come sempre, anche nello scrivere il concept giusto.

Anadol in questo lavoro ha unito un bel pò di cose.
Un EEC traccia i pensieri dell’osservatore, che diventano un sistema particellare 3d che proiettato in mapping (projection mapping) su una superficie. Il tutto mentre suona una musica particolarmente epica.

Non se se pensando due volte alla stessa cosa sarebbero riprodotto sempre lo stesso pattern.
Ma in verità non so neanche se sia possibile elaborare due volte lo stesso pensiero.


Life at home report 2018: Ikea dixit

Chi meglio del più grande arredatore del mondo, Mr. Ikea, potrebbe raccontarci come viviamo gli ambienti in cui passiamo le nostre giornate?
Nessuno!

Anche ques’anno IKEA ha diffuso il  LIFE AT HOME REPORT: la quinta edizione è stata prodotta coinvolgendo 22.000 clienti sparsi in 22 nazioni.
Non così tante, consideranto che 800.ooo.ooo di umani ogni anno visitano i negozi IKEA.

Quindi da oggi inizierà una nuova rubrica: Ikea dixit.
Perchè capire cosa pensiamo delle nostre case può aiutarci a capire dove stiamo andando.

Se poi vuoi partecipare anche tu al sondaggio, rispondi a queste 5 domande su
https://lifeathome.ikea.com/


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